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STRATEGIA & CREATIVITA'

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  • COME STRUTTURARE UNA STRATEGIA DI DIGITAL MARKETING

    COME DEFINIRE UNA STRATEGIA DIGITALE


    L’importanza del marketing digitale cresce di giorno in giorno in maniera esponenziale, invadendo tutti i campi della vita quotidiana, dalla semplice informazione sul tempo alla vendita di prodotti specifici, come i farmaci. Adottare perciò una strategia digitale, definita e costruita sulle singole esigenze, aiuta a realizzare e gestire le nostre attività online.
    Qui di seguito una infografica che riassume gli step principali e le azioni da realizzare per una strategia digitale efficace e di successo 😊




    I passi qui definiti possono essere ulteriormente sviluppati e integrati  con la tradizionale analisi SWOT : l'analisi SWOT (conosciuta anche come matrice SWOT) è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), i punti di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un'impresa o in ogni altra situazione in cui un'organizzazione


    Grazie ai punti sopra elencati, possiamo definire Digital marketing KPIs:

    1. volume: l'audience che vuoi raggiungere attraverso la misurazione  dei unique visitors o visits
    2. qualità: interazioni e conversioni dei visitatori, ovvero conversion rate
    3. value: l'entità del valore dei leads e delle vendite nel tempo




  • OFFLINE E RICERCA ORGANICA: le due vie principali per LOCAL SEO.


    Sia tu  un negozio di cibo bio, o una catena di negozi di abbigliamento con centinaia di filiali, l’importante è tener presente una strategia di localizzazione seo per garantire la propria presenza sul territorio, e avvicinatesi così al target di riferimento. Si sa, l’accesso diretto ad un servizio o ad un prodotto facilita la proposta commerciale e l’acquisizione dei clienti.

    Google rafforza la presenza dell’offerta aziendale attraverso i suoi prodotti, come i display informativi, i carousel di immagini e le recensioni. Hai bisogno perciò di sfruttare al massimo le possibilità offerte dalle strategie seo, come i dati strutturati di schema.org, social signals, mobile design e ricerca vocale.


    La ricerca organica: l’input alla localizzazione seo.

    Ci sono due motivi importanti  affinché concentrarsi sulla SEO tradizionale:
    1. ·        Il posizionamento organico ha un impatto sul ranking locale
    2. ·         Il local business ha bisogno della ricerca organica (local organic)


    Per guadagnare ranking nella serp locale per  l’offerta commerciale dei tuoi servizi o dei tuoi prodotti hai bisogno di incentivare la tua visibilità organica attraverso i servizi promossi sul tuo sito web o landingpage, supportata da una buona strategia di marketing, quest’ultima basata sul concetto di branding reputation.

    Parlando di ricerca organica occorre quindi tener presente i seguenti fattori:
    • ·         Utilizzo delle parole chiavi nella ricerca locale del prodotto o del servizio
    • ·         Qualità e autorità inbound links

    BRANDING REPUTATION: offline PR per la local seo.

    Come accennato prima, la branding reputation aiuta le strategie  local seo in atto. Quanto viene comunicato offline (depliant, flayer, promozioni radio e tv) contribuisce a creare l’immagine aziendale, la quale influenza anche la propria visibilità nel web.
    Le caratteristiche principali per una buona reputazione possono essere sempifciate nei seguenti punti:
    • -          Guarantee policy al consumatore
    • -          Informazioni sul team e sulla formazione aziendale
    • -          Trasparenza
    • -          Qualità
    • -          Convenienza
    • -          Percezione della fedeltà e dell’onestà aziendale
    • -          Personalità nel management e dello staff

    8 indicatori da tener presente per una strategia local seo vincente:

    A seguire si elencano i punti fondamentali per ottenere un buon ranking nella serp per la ricerca organica locale:
    1.     Business signals (14,7%)
    2.     External local Signals (15,5%)
    3.     On-page Signals (21%)
    4.     Link SIgnals (18,3%)
    5.     Review Signals (9,8%)
    6.     Social SIgnals (6,9)
    7.     Behavioral/Mobile Signals (6,9 %)
    8.     Personalization (8,4 %)




  • Meglio un APP o un SITO WEB?



    Qual è la soluzione ideale per il tuo business on-line?

    Per il 2017 l’esperienza mobile sarà un must assoluto nella progettazione e nel design dei siti web, soprattutto per gli e-commerce. I dati relativi alle transazioni online hanno evidenziato un aumento costante degli acquisti tramite dispositivi mobile. Nel 2016 sono state effettuate da mobile il 34% delle transazioni, e per il 2018 si prevede un aumento intorno al 47%. Visti gli scenari, ora ci si pone il problema tra gli addetti ai lavori: per il mio  business devo optare da subito per una native App, oppure offrire un servizio ottimizzato per la fruizione da mobile? App o Web?

    Quando bisogna  scegliere la soluzione Web responsive?


    Indirizzarsi verso la scelta di un sito ottimizzato per mobile  dipende dagli obiettivi di marketing e dalla tecnologia in uso. Se l’azienda propone i sui servizi e i suoi prodotti per la prima volta,  la scelta di un sito responsive è quella ideale, poiché utilizza tutti i canali, dal desktop ai tablet e agli smartphone.
    L’utilizzo di un browser appropriato con tutte le funzioni, permette ai siti responsive un aumento del Page View, e un miglioramento del Bounce Rate e del Conversion Rate.

    Quando scegliere la soluzione native App? 


    Un sito responsive  ha un user experience limitata,  soprattutto per i piccolo smartphone e le funzionalità touch. Il vantaggio di una app è quello di offrire funzionalità adatte e ottimizzate per specifici dispositivi mobile…
    Soprattutto per le complesse interazioni la soluzione app è da preferire, poiché ha il vantaggio, in particolar modo per lo shopping online, di semplificare e migliorare la conversione all’acquisto.
    Inoltre un app ha come vantaggio quello di essere salvata sul dispositivo, rafforzando la fidelizzazione con l’utente, offrendogli un servizio costante. Chi ha un appa e-commerce installata, ricorrerà regolarmente ad essa, limitandone la ricerca nel web. Uno degli svantaggi dell’app è la sua complessità nell’ambiente di sviluppo, che richiede investimenti che spesso le aziende non possono accollarsi.


    Consigli sulla migliore soluzione da adottare in ambiente di progettazione.




  • Ecommerce's roadmap

    Avere una solida strategia marketing è importante per avere successo nel commercio online. Ancora più importante è riuscire a bilanciare ed equilibrare le varie strategie in atto, al fine di evitare la confusione, spesso alla base dei fallimenti quando i risultati auspicati non ci sono.
    Bisogna pertanto pensare l'ecommerce come una roadmap, se vogliamo risultare coerenti nelle strategie pianificate, poiché solo con la coerenza e la consapevolezza di ciò che si fa è possibile raggiungere dei risultati. Quando si vuole arrivare ad una precisa destinazione, occorre conoscere bene il tragitto che si sta facendo, altrimenti si corre il rischio di perdersi.
    L'infografica qui proposta aiuta a capire quali passi seguire nell'ecommerce marketing.


    L'ecommerce marketing non è difficile, richiede solo impegno e lavoro costante. Se non si ha abbastanza tempo da impiegare per sviluppare tutti i punti esemplificati nell'infografica, l'importante è seguire le principali strategie qui elencate:
    • Content marketing
    • SEO
    • PPC advertising
    • Email marketing
    • Social Media profiles
    Queste strategie permetteranno di dotare l'online store di solide fondamenta :). 

  • I trend più importanti per la user experience


    Il responsive è un must, ma la tailored user exeperience è la risposta migliore

    Il responsive design non è più un trend. Un sito web responsive è nel 2015,  a causa dell'espansione e dell'utilizzo dei dispositivi mobili, un dovere. Come riportato da Criteo (12/5014) in media avvengono più transazioni per smartphone che per tablet.
    Agli occhi di molti esperti, cio' apre dei nuovi interrogativi nella fase di elaborazione di un layout di un sito. Al responsive design va implementata l'esperienza dell'utilizzo del dispositivo (tailored user experience). Questo richiede nuovi Frameworks,  i quali riconoscono meglio le caratteristiche dei nuovi dispositivi.

    Scrolling invece di cliccare.

    Da un punto di vista tecnico, in ambito SEO, dal momento che il progresso del web è nel segno del mobile, è meglio avere siti scrolling, che siti composti da molte pagine.
    Lo scrolling per i dispositivi mobili è più intuitivo, effettivo, e riduce i tempi di utilizzo dell'esperienza, poiché permette più interazione tra l'utente e il sito web.
    Si prenda il caso  del sito thefacts.dnata.com  un esempio estremo di Scrolling, ma assolutamente interessante.  Altri esempi si possono trovare al seguente indirzzo: t3n.de/news/single-
    pagewebdesign-20-sehenswerte-beispiele-323225/.
    Ad ogni modo  non c'è una regola generale che ci vieta di adottare il metodo delle pagine.
    Ci sono infatti casi in cui  è preferibile avere più pagine, al fine di offrire all'utente un orientamento all'interno del sito, soprattutto se riguarda un Online-Shop con un vasto assortimento dei prodotti.


    Il Flat Design (grafica minimalista, de.wikipedia.org/wiki/Flat_Design) rimarrà per tutto il 2015 un tema importante, e a buon ragione:

    • per la facile focalizzazione dei contenuti. In particolare con la crescita dei contenuti informativi.
    • facilizza il responsive design, poiché è il presupposto  per adattare la grandezza degli annunci ai dispositivi mobili.
    • rinuncia a grafici e  texture per ridurre i tempi di caricamento della pagina, migliorando l'user experience

    Il must deve essere sempre l'usabilità!!!
    Per esempio l'uso più frequente dei colori che entrano in contrasto con lo sfondo, permette ai visitatori di distinguere meglio i contenuti, per ottimizzare l'interattività con gli stessi.



    La soluzione: il material design!




    Ciò che intende google per Materia Design (www.google.com/design/) è perciò da mettere in relazione con il concetto di Flat Design:

    1. unificare lo spazio con il sistema dell'interazione grafica. "Material" si basa sulla realtà tattile, ispirata allo studio della carta e dell'inchiostro, e sebbene tecnologicamente avanzata,  apre all'immaginazione e alla magia.
    2. attraverso gli elementi tipografici, creare gerarchia, semantica e interesse
    3. nell'interazione in un singolo ambiente, gli oggetti vengono presentati all'utente senza interrompere la continuità dell'esperienza, nonostante la modifica e la riorganizzazione dell'ambiente.
  • La generazione futura dei dati strutturati: il markup per la nuova serp.

    La ricerca sta cambiando: sta diventando più mobile e più discorsiva. Finora l'ottimizzazione per la ricerca è stata focalizzata sull'ottimizzazione degli articoli per il recupero delle informazioni.
    Ma oggigiorno, in presenza della ricerca vocale e dell'Internet of Things, la ricerca organica sta diventando più di un interfaccia che permette di interagire coi dati, avvantaggiandosi delle varie funzionalità.
    Ora la ricerca sarà in grado di predire i bisogni e fare cose a nostro favore.
    Ciò che permette tutto questo è l'avvento dei dati strutturati e delle applicazioni mobile.
    Siamo ormai giunti, nell'era dell'informazione integrata, oltre il classico website.



    Deep App Linking.


    Deep App Linking è basato su profonde Urls, simili a quelle proprie dei siti web. Usando schema.org si può definire un'azione che è performante, perchè offre delle meta-informazioni sul contenuto della pagina linkata. Questi link per le mobile app provvedono ad ottenere informazione all'interno delle apps. Inoltre, sui dispositivi mobili, viene chiesto agli users se desiderano utilizzare l'app di default per il content in futuro, cosa che permette loro di accedere alle medesimi informazioni senza visitare di nuovo il sito.


    La conoscenza grafica: input ad agire.

    Usando i dati strutturati puoi indicare a Google che tipo di informazioni sono presenti sul sito, inclusi content come la musica. In un solo colpo si mettono in comunicazione il motore di ricerca e l'utente, in una interazione che facilita il reperimento delle informazioni desiderate, aiutando di fatto sia il crawling sia l'utente nella ricerca. Per esempio con i markup events si possono dare informazioni dettagliate su un concerto del nostro cantante preferito.

    Google Now.


    Si possono utilizzare i dati strutturati per personalizzare Google Now cards. Per esempio, Google puo leggere il tuo Gmail e, dalle informazioni, comprendere che hai una camera prenotata in un hotel in un particolare periodo e alla data ora. Google allora, in relazione a questo evento, ti mostrerà dei risultati collegati ad esso quando tu stai per esempio cercando il ristornate più vicino, ricavando tali informazioni dalla prenotazione della camera. Per maggiori chiarimenti, vedi i dati strutturati per l'email su Google's developers page

    Misurare l'efficienza dei dati strutturati.


    Un modo innovativo per misurare l'efficienza dei dati strutturati è l'utilizzo di Google Tag Manager e Google Analytics.
    Google Tag Manager è composto da tre parti: tags, regole e macro.
    I tags sono  degli hard-code da utilizzare sul sito, come quelli impiegati in Google Analytics e Ardwords per i conversion pixels.
    Le regole permettono ai tags di agire. Per esempio, con Analytics tracking, puoi avere una regola per caricare il tag su ogni pagina del sito.
    Le macro sono tipo delle variabili a tags e regole. Sono essenzialmente nomi o etichette che sostituiscono un blocco di codice, come il codice JS.
    Siamo nel mondo della semantica analitica, dove si applicano i principi del web semantico per analizzare i dati.
    Per prima cosa si comincia con una macro che comprende se il markup semantico esiste nel codice di una pagine. Poi si crea una seconda macro che provvede a dare un valore semantico ad ogni tipologia di markup che si vuole analizzare. Questa macro devo costruire dinamicamente dei labels in Google Anlatycs.
    Poi devi decidere le regole per attivare i tags. La prima regola dovrebbe essere quella di vedere se sulla pagina esiste un markup semantico.
    Se il markup esiste, questi tags useranno la custom dimension in Google Analytics con il  valore dei label semantici precedentemente ottenuto con le macro.


    Una soluzione più elegante.


    Esistono tre livelli tra il sito e il visitatore: l'application layer,  il data layer e l'experience layer.
    L'application layer è il CMS che si utilizza per immagazzinare i dati utili a creare la user experience (ciò che vede l'utente).
    Tra l'applicazione e l'esperienza c'è il data layer, che è la superficie dei dati collocati nel database del CMS. Il data layer è dove Google Tag Manager e Analytics risiedono. Google Tag Manager automaticamente utilizza le macro per ottenere informazioni dal data layer; per poi costruire i valori in Analytics. Invece di avere dei codici, Google Tag Manager crea dei custom html tag usando macro come variabili. Ciò assicura che, quando si aggiungono nuove pagine al sito per affinare una regola, il tag sarà attivato automaticamente, evitando di inserire ogni volta manualmente il codice.





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